Consumismo

“Il reale scopo della pubblicità è farci sentire infelici per ciò che abbiamo, quindi continuamente veniamo bombardati da messaggi in cui ci dicono che i nostri capelli non vanno bene, le nostre auto non vanno bene, noi non andiamo bene, ma tutto ciò può andare a posto se andiamo a fare un po’ di shopping. Ma cosa compriamo realmente? da dove arriva e dove finisce la merce che compriamo? come possiamo comprare a prezzi così bassi? Con lo sfruttamento di persone e risorse del pianeta.
In più tutto questo sistema non ci rende per niente felici. Siamo impegnati a lavorare e trovare appagamento in cose per noi superflue, effimere, invece di passare tempo con la famiglia, gli amici, noi stessi, facendo quello che ci rende realmente felici. Siamo pedine inconsapevoli, apatiche, incoscenti dei potenti, governo e prima di tutto multinazional”

 

E’ realmente così? O siamo noi che scegliamo o meno di comprare qualcosa? O anche vivere senza pensare troppo!

 

 

La libertà

La libertà

La libertà è basata sul principio della proprietà di se stessi.
Noi siamo i proprietari della nostra vita.
Negarlo significa che altri hanno sulla nostra vita una pretesa maggiore di quella che abbiamo noi.
Nessuna altra persona, o gruppo di persone, è proprietario della nostra vita, e nemmeno noi possiamo esserlo della vita di altri.
Perdere la libertà è perdere il presente.

Siamo noi i proprietari della nostra vita, e ne siamo i responsabili.
Siamo noi a scegliere i nostri obiettivi, basati sui nostri valori.
Il successo e il fallimento sono stimoli necessari per imparare a crescere.

La verità è una terra senza sentieri

Il 3 agosto del 1929 ad Ommen, in Olanda, Krishnamurti sciolse l’Ordine della Stella, di cui era a capo, davanti a tremila membri. Questo è quanto disse.

Questa mattina esamineremo lo scioglimento dell’Ordine della Stella. Alcuni ne saranno contenti, e altri rattristati. Non è un’occasione di allegria né di tristezza perché, come spiegherò, è inevitabile. Ricorderete la storia del diavolo e un suo amico che, camminando, vedono un uomo chinarsi, raccogliere qualcosa da terra e metterselo in tasca. L’amico chiese al diavolo: “Che cosa ha raccolto?”. “Un pezzo di Verità”, rispose il diavolo. “Un brutto affare per te”, disse l’amico. “Per niente!”, rispose il diavolo. “Aspetterò che la organizzi!”. Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero. Se lo comprendete, vedrete che è impossibile organizzare una “fede”. La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri. E’ quello che tutti cercano di fare in tutto il mondo. La Verità viene svilita e resa un giocattolo per persone deboli o solo momentaneamente insoddisfatte. Non possiamo ‘abbassare’ la verità, ma piuttosto sforzarci noi di ‘salire’ a essa. Non possiamo far scendere a valle la cima della montagna. Se vogliamo raggiungere la cima dobbiamo attraversare la valle e salire il versante, senza timore dei pericolosi precipizi. Dobbiamo salire individualmente verso la Verità, che non può venire ‘abbassata’ per noi o organizzata per noi. Sono le organizzazioni che propongono un’idea, ma l’organizzazione non fa che risvegliare l’interesse dentro di noi. Se l’interesse non nasce dall’amore per la Verità stessa, ma passa soltanto attraverso l’organizzazione, non ha alcun valore. L’organizzazione diventa uno schema in cui i membri trovano la loro collocazione. Non si ricerca più la Verità, non si mira più alla vetta, ma ci si scava una comoda nicchia in cui collocarsi o in cui farsi collocare dall’organizzazione, pensando che sarà l’organizzazione a condurci alla Verità. A mio parere, questo è il primo motivo per cui l’Ordine della Stella va disciolto. Nonostante ciò probabilmente creerete altri ordini, entrerete a far parte di altre organizzazioni, sempre cercando la Verità. Io non voglio appartenere a nessuna organizzazione spirituale, vi prego di comprenderlo. Potrei ricorrere a un’organizzazione se volessi farmi trasportare, ad esempio, a Londra, ma si tratta di un’organizzazione completamente diversa, di tipo pratico, come le poste o il telegrafo. Se voglio fare un viaggio uso un automobile o una nave: strumenti pratici che non hanno nulla a che vedere con la spiritualità. Ribadisco ancora una volta che nessuna organizzazione può condurre l’uomo alla spiritualità. Un’organizzazione creata a questo scopo diventa una stampella, una debolezza, una pastoia; è costretta ad azzoppare l’individuo per impedirgli di crescere, di sviluppare la propria singolarità che consiste nella scoperta, fatta da noi stessi, della Verità assoluta, incondizionata. Questo è un altro motivo che mi ha portato alla decisione, essendo a capo dell’Ordine, di scioglierlo. Nessuno mi ha spinto a prendere questa decisione. Non è un gesto studiato per stupire, perché io non voglio seguaci e lo sottolineo. Nel momento stesso in cui si segue qualcuno non si segue più la Verità. Non mi importa che crediate alle mie parole. Voglio perseguire una certa cosa in questo mondo, e intendo farlo con incrollabile concentrazione. Il mio interesse va a un’unica cosa essenziale: la liberazione dell’uomo. Desidero liberarlo da tutte le sue gabbie e tutte le sue paure, e non dargli una setta o una religione in più, non formulare nuove teorie o nuove filosofie. Ovviamente potreste chiedermi perché giro il mondo tenendo continuamente discorsi. Vi voglio dire che non lo faccio perché desidero un seguito, non desidero un gruppo di speciali discepoli. (Come piace agli uomini essere diversi dai loro simili, e basandosi su distinzioni così ridicole, assurde e meschine! Io non ho nessuna intenzione di incoraggiare simili assurdità). Io non ho discepoli, non ho apostoli, né sulla terra né nel regno dello spirito. Non sono attratto dalla sete di denaro né dal desiderio di una vita comoda. Se desiderassi una vita comoda non sarei venuto a questo campo e non vivrei in un paese così piovoso! Vi parlo francamente perché vorrei chiarirlo una volta per tutte. Voglio evitare che queste polemiche infantili si trascinino per anni. Un giornalista che mi ha intervistato considera un gesto meraviglioso sciogliere un’organizzazione che conta migliaia di membri. Un grande gesto perché, come mi disse: “Che cosa farà adesso, come vivrà? Non avrà più seguaci e nessuno verrà più ad ascoltarla”. Se vi saranno anche solo cinque persone che vogliono ascoltare, che vogliono vivere con il viso rivolto all’eternità, Sarà sufficiente. A che cosa serve avere migliaia di persone che non capiscono, imbalsamate nei loro pregiudizi, che non desiderano il nuovo, ma che traducono il nuovo per adattarlo ai loro sterili, stagnanti io? Se parlo con crudezza, vi prego di non fraintendermi: non è per mancanza di compassione. Se avete bisogno di un chirurgo, non è un atto di gentilezza operarvi anche se ciò vi provoca dolore? Se quindi vi parlo con ruvidezza non è per mancanza di amore per voi, ma l’esatto contrario. Come ho già detto, ho un unico scopo: rendere l’uomo libero, spingerlo verso la libertà, aiutarlo a staccarsi da tutti i limiti, perché soltanto ciò può dare eterna felicità, soltanto ciò può dare la realizzazione incondizionata del sé. Poiché io sono libero, incondizionato e intero (non parte, non relativo, ma la Verità totale che è eterna), il mio desiderio è che coloro che cercano di capirmi siano liberi e non che mi seguano o che mi trasformino in una gabbia per ricavarne un’altra religione o un’altra setta. Al contrario, vorrei che fossero liberi da ogni paura: dalla paura della religione, dalla paura della salvezza, dalla paura della spiritualità, dalla paura dell’amore, dalla paura della morte, dalla paura stessa della vita. Lo faccio come un pittore che dipinge una tela per piacere, perché il dipinto è la sua espressione, la sua radiosità, il suo star bene, e non perché io voglia qualcosa da qualcuno. Abbiamo fatto l’abitudine all’autorità e alla sua atmosfera, e pensiamo che ci possa condurre alla spiritualità. Crediamo e speriamo che un altro, attraverso i suoi straordinari poteri, ci possa condurre (per miracolo!) nel regno dell’eterna libertà che è Felicità. La nostra visione della vita è tutta basata sull’autorità. Mi avete ascoltato per tre anni e in voi non si è prodotto nessun cambia mento, salvo in pochissimi. Analizzate ciò che vi dico, sottoponetelo a critica per poterlo comprendere pienamente e a fondo. Se cerchiamo un autorità che ci conduca alla spiritualità, costruiamo automaticamente un’organizzazione attorno a quella autorità. Ma la creazione stessa dell’organizzazione che, secondo voi, aiuterà l’autorità a condurvi alla spiritualità, vi chiude in una gabbia.Vi sto parlando con franchezza, ma ricordate che lo faccio non per durezza o malanimo, né per eccitazione per la mia decisione, ma perché voglio che comprendiate ciò che vi dico. Questo è il motivo per cui siete qui, e sarebbe una perdita di tempo se non spiegassi con chiarezza e fino in fondo il mio punto di vista. Sono diciotto anni che vi state preparando a questo evento, alla venuta del Maestro del Mondo. Per diciotto anni vi siete organizzati, avete cercato qualcuno che potesse dare un piacere nuovo al vostro cuore e alla vostra mente, che trasformasse la vostra vita, che vi comunicasse una nuova comprensione; qualcuno che vi innalzasse a un nuovo modo di vivere, che vi desse una nuova spinta, che vi rendesse liberi; e adesso osservate che cosa accade! Riflettete, ragionate da voi e cercate di capire come questa fede vi ha cambiati; ma non il cambiamento superficiale di applicarvi un distintivo, che è una cosa insignificante, assurda. Questa fede ha spazzato via dalla vostra vita tutte le cose inessenziali? Questo e l’unico metro di giudizio: siete più liberi, più grandi, più pericolosi per qualunque società fondata sul falso e sull’inessenziale? I membri dell’Ordine della Stella, come sono cambiati? Come ho già detto, per diciotto anni vi siete preparati per me. Non m’importa che crediate o no che io sia il Maestro del Mondo, Non ha nessun valore. Come appartenenti all’organizzazione dell’Ordine della Stella avete dato la vostra adesione e la vostra energia, riconoscendo in Krishnamurti il Maestro del Mondo in tutto o in parte. In tutto, per coloro che sono realmente in ricerca; in parte, per coloro che sono soddisfatti delle loro mezze verità. Diciotto anni di preparazione, e guardate quanti ostacoli vi sono ancora sulla strada della vostra comprensione, quante complicazioni, quante cose inutili. I pregiudizi, le paure, le autorità, le chiese vecchie e nuove: tutto questo, ritengo, è una barriera alla comprensione. Non potrei essere più chiaro. Non voglio che vi dichiariate d’accordo con me. Non voglio che mi seguiate. Voglio che comprendiate ciò che visto dicendo. E necessario che mi comprendiate perché la vostra fede non vi ha trasformato, ma vi ha resi ancora più complicati e non siete disposti a vedere le cose così come sono. Voi volete avere i vostri dèi, nuovi dèi al posto dei vecchi, nuove religioni al posto delle vecchie, nuove forme in sostituzione delle vecchie, tutte ugualmente prive di valore, tutte barriere, tutte limitazioni, tutte stampelle. Nuove distinzioni spirituali al posto delle vecchie, nuovi culti al posto dei vecchi. Tutti fate dipendere la vostra spiritualità da qualcun altro, fate dipendere la vostra felicità da qualcun altro, la vostra illuminazione da qualcun altro; e benché vi siate preparati per me per diciotto anni, quando dico che tutto ciò è inutile, quando dico che dovete sbarazzarvene e cercare dentro di voi l’illuminazione, il fulgore, la purezza e l’incorruttibilità del sé, nessuno di voi è disposto a farlo. Forse alcuni si, ma pochi, pochissimi. Perché dunque avere un’organizzazione? Perché avere persone false e ipocrite che seguono me, l’incarnazione della Verità? Vi prego di tenere a mente che non vi parlo per astio o malanimo, ma perché siamo giunti a un punto in cui è indispensabile affrontare la situazione per quella che è. L’anno scorso dissi che non avrei accettato compromessi. Pochissimi mi diedero ascolto. Quest’anno l’ho ribadito chiaramente. Non so quante migliaia di persone in tutto il mondo, membri dell’Ordine si stanno preparando per me da diciotto anni, eppure non sono ancora pronte ad ascoltare incondizionatamente totalmente, ciò che io dico. Allora, perché avere un’organizzazione? Vi ho già detto che il mio scopo è quello di tendere l’uomo incondizionatamente libero, perché ritengo che l’unica spiritualità sia l’incorruttibilità del sé che è eterno, sia l’armonia tra la ragione e l’amore. Questa è l’assoluta e incondizionata Verità che è la Vita stessa. Perciò voglio che l’uomo sia libero, gioioso come un uccello nel cielo splendente, sgravato, indipendente ed estatico nella sua libertà. A coloro che si sono preparati per diciotto anni dico che occorre essere liberi da tutto ciò, liberi dalle complicazioni e dagli impegolamenti. Perciò non avete bisogno di un’organizzazione basata su un credo spirituale. Perché mantenere un’organizzazione per quei cinque o dieci individui in tutto il mondo che hanno capito e che lottano per sbarazzarsi di tutte le cose inutili? Nemmeno ai deboli serve un’organizzazione che li aiuti a trovare la Verità, perché la Verità è in tutti, non è né lontana né vicina, è eternamente. Le organizzazioni non possono farvi liberi. Nessun altro può renderci liberi. Nessun culto organizzato, e neppure l’immolarsi per una causa, può renderci liberi. Unirsi in un’organizzazione o gettarsi nel lavoro non può renderci liberi. Se per scrivere una lettera usiamo una macchina da scrive re, non la mettiamo su un altare per adorarla. Eppure è questo che si fa quando l’organizzazione diventa l’interesse principale. “Quanti iscritti avete?”, è la prima domanda che mi pone qualunque giornalista. “Quanti sono i tuoi seguaci? Dal loro numero capiremo se stai dicendo il vero o il falso”. Io non so quanti siate. Non me ne curo. Come ho già detto, anche se uno solo fosse stato reso libero, sarebbe abbastanza. Voi avete l’idea che solo determinate persone abbiano la chiave del Regno della Felicità. Nessuno la detiene. Nessuno ha l’autorità per farlo, La chiave è il vostro stesso sé, e solo nello sviluppo, nella purificazione e nell’incorruttibilità del sé c’è il Regno dell’Eternità. Vedete la totale assurdità della struttura che avete creato cercando un aiuto esterno, facendo dipendere da altri il vostro benessere, la vostra felicità, la vostra forza? Tutto ciò lo troverete in voi stessi. Perché allora un’organizzazione? Siete abituati a sentirvi spiegare i progressi che avete fatto, a sentirvi indicare il vostro livello spirituale. Che bambinata! Chi, se non noi stessi, può sapere se siamo belli o brutti interiormente? Chi, se non noi stessi. può dirci se siamo incorruttibili? Non avete serietà in queste cose. Perché allora un’organizzazione? Coloro che vogliono realmente conoscere, coloro che cercano davvero ciò che è eterno, privo di inizio e privo di fine, cammineranno insieme con grande intensità e costituiranno un pericolo per tutto ciò che è inessenziale, per le irrealtà, per le ombre. Essi si uniranno e diverranno una fiamma, perché comprendono. Voglio creare un’unione così, questo e il mio scopo. Dalla vera comprensione nascerà vera amicizia. Dalla vera amicizia, che voi non sembrate conoscere, nascerà vera cooperazione reciproca. E ciò non a motivo di un’autorità, non in virtù di una salvezza o perché ci si è immolati per una causa, ma perché comprendendo davvero viviamo nell’eterno. Questo supera il maggiore piacere e il più grande sacrificio. Ecco alcuni dei motivi che, dopo due anni di attenta riflessione, mi hanno indotto a prendere questa decisione. Non si tratta di un impulso momentaneo. Non vi sono stato spinto da nessuno. Nessuno mi ha convinto. Per due anni ho riflettuto con calma, profondamente e pazientemente, e oggi, in virtù del fatto che ne sono a capo, ho deciso di sciogliere l’Ordine. Potete costituire un’altra organizzazione e aspettare qualcun’altro. Non mi interessa, così come non mi interessano le gabbie né nuove decorazioni per le gabbie. Il mio unico scopo è rendere l’uomo totalmente, assolutamente libero.

Ecco come Krishnamurti, su richiesta della sua biografa Mary Lutyens, riassunse il proprio insegnamento:

Il cuore dell’insegnamento di Krishnamurti è contenuto nell’affermazione fatta nel 1929: “La verità è una terra senza sentieri”. L’uomo non può raggiungerla attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali, né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche. Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l’osservazione, e non mediante l’analisi intellettuale o la dissezione introspettiva. Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero, i rapporti, la vita quotidiana dell’uomo. Sono la causa dei nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti già formati nella mente. Il contenuto della nostra coscienza è la coscienza stessa, ed è comune a tutta l’umanità. La personalità consiste soltanto nel nome, nella forma e nella cultura ricavata dall’ambiente. La specificità dell’individuo non sta nei fattori superficiali, ma nella totale libertà dal contenuto della coscienza. La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. E’ una pretesa umana pensare che la possibilità di scelta sia libertà. La libertà è pura osservazione senza movente; la libertà non si situa alla fine dell’evoluzione umana, ma nel primo momento della sua esistenza. L’osservazione porta a scoprire la mancanza di libertà. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della vita quotidiana. Il pensiero è tempo. Il pensiero nasce dalle esperienze e dalle conoscenze, che sono inseparabili dal tempo. Il tempo è il nemico psicologico dell’uomo. Il nostro agire si basa sul conosciuto e quindi sul tempo, e così l’uomo è continuamente schiavo del passato. Diventando consapevoli del movimento della coscienza, possiamo osservare la divisione tra il pensatore e il pensiero, tra osservatore e osservato, tra il soggetto dell’esperienza e l’esperienza. Scopriremo che questa divisione è illusoria. Allora rimane la pura osservazione, che è intuizione senza residuo del passato. L’intuizione priva di tempo induce un profondo e radicale cambiamento nella mente. La negazione totale è l’essenza della positività. Dove c’è negazione di tutto ciò che non è amore (cioè desiderio e piacere), allora c’è amore, con la sua compassione e intelligenza.

Jiddu Krishnamurti (Londra, 21 ottobre 1980)

La conoscenza di sé, la consapevolezza e la comprensione di “ciò che è”

Dopo tutto è questa la verità: avere la capacità di accostarsi ad ogni cosa come se fosse la prima volta, attimo per attimo, senza i condizionamenti del passato, di modo che non ci sia l’effetto cumulativo che agisce come barriera fra se stessi e ciò che è.


FONTE: http://web.tiscali.it/krishnamurti/

conosci te stesso

Ognuno è e deve diventare se non lo è già il maestro di sè stesso. Non è più tempo di ricevere da altri una presunta verità, ma è il tempo di trovarla dentro noi stessi e quindi farla uscire e risplendere. Ognuno di noi è il frammento della… luce divina che unito agli altri crea una magnifica essenza infinita… Dobbiamo solo ricodarcelo e guardare dentro di noi, in quello scrigno spesso nascosto e segreto, un pò polveroso, del nostro cuore spirituale. Affermare che è il tempo è giunto non è affrettare le cose o spingere a superare se stessi è semplicemente dire che è ora che devi fidarti di te stesso/a e riconoscere chi sei. Qualcuno ha cercato di dirlo tante volte, in tempi diversi, ma ascoltare quel qualcuno è stato difficile e forse impossibile per i troppi elementi di disturbo. E’ ora che si deve prendere tutte quelle grida e rivelazioni più o meno silenziose e fare di esse il punto di inizio di qualcosa di nuovo che non sarà più basato su regole, ma sull’essere e sull’amore. Questo dipende solo da noi ed è una cosa meravigliosa. Al di là di tutti i giochi e di tutti gli inganni, al di là di tutte le manipolazioni alla fine l’universo risponde al singolo, quindi, se il singolo si vuole fare ingannare e preferisce fare lo struzzo e non sapere… beh oggi dipende solo da lui o da lei. Non si può più dare la colpa al mondo esterno o agli ‘altri’. Ma solo a noi stessi se qualcosa non va perchè lo abbiamo permesso con tutto di noi, pensieri, intenzioni e modi di essere sbagliati. Quindi, prendiamo in mano la nostra vita e andiamo oltre finalmente. Riprendiamoci la nostra vita. Riprendiamo il pieno potere di noi stessi senza paura. Perchè noi possiamo. Si noi possiamo! Siamo coraggiosi!

Ecologia delle parole

Forse non lo hai notato, ma le parole hanno una forza straordinaria. Una sola parola detta in un luogo qualsiasi della terra può scatenare una guerra a migliaia di chilometri di distanza da quel luogo. Una parola detta in un certo momento tra due fratelli, due amanti, due amici, può provocare la fine di quella relazione e mantenere i suoi effetti per anni o anche decenni dal momento in cui è stata pronunciata.

Le parole sono misteriose e forse ancora non conosciamo abbastanza il loro potere. Per questo ne facciamo un uso spesso disinvolto, spregiudicato. E il più delle volte non siamo nemmeno consapevoli delle loro conseguenze. “Sono solo parole”, diciamo. Ma ci sono parole che non hanno neppure bisogno di essere pronunciate. Ci basta pensarle perché ci investano con tutta la loro deflagrante potenza o influenzino il nostro umore o i nostri pensieri per ore o per giorni.

Una parola buona può scioglierti in un pianto irrefrenabile, commuoverti o elevarti nella gratitudine. Una parola cattiva può ferirti più profondamente di una lama o di un proiettile e lasciare quella ferita nell’impossibilità di rimarginarsi. Una parola può farti ammalare e anche morire e un’altra può farti guarire o tornare a vivere.

Le parole sono una realtà potente ed efficace anche prima ancora di avere un significato. Sono una vibrazione di una certa frequenza e qualità e creano risonanze o distonie prima ancora che possiamo decodificarne il senso compiuto.

Ci sono parole che sono state importanti per una certa epoca e poi sono state messe da parte. Parole potenti in grado di esprimere cose grandi. Parole come “Misericordia” oppure “Provvidenza” ci parlano di quando non pensavamo di sapere tutto o controllare ogni cosa. E cercavamo parole per affidarci alla possibilità di una realtà superiore.

Abbiamo parole nuove, adatte a descrivere la vita di oggi, Internet, Wireless, Network, Smartphone, Globalizzazione. Sono parole che ci accompagneranno a lungo probabilmente nei prossimi anni. Ma saranno sempre le parole pronunciate da tua madre per consolarti mentre piangevi o per accompagnarti nel buio del sonno al quale non volevi arrenderti perché ti faceva paura, che risuoneranno per te con una forza straordinaria, se mai avrai la fortuna di risentirle.

Le parole dunque sono importanti. Le parole che pensiamo e quelle che pronunciamo. Ma anche le parole che ascoltiamo. La parola “Grazie” è una parola bellissima. La parola “Amore” è una delle più potenti. La parola “Si” può aprirti il cuore ed espandere la tua anima. La parola “No” può chiudere entrambi per sempre.

Ci sono le parole pronunciate da anime grandi che hanno effetti incredibili anche per millenni. Le parole scelte e pronunciate da Buddha: “Compassione”, o da Gesù: “Perdono”, da Ghandi: “Pace”, da Madre Teresa, “Servizio” da Nelson Mandela: “Uguaglianza”, da Marthin Luther King: “Sogno”, da Papa Giovanni Ventitreesimo “Bontà”. Sono ancora lì a disposizione dell’intera umanità con gli stessi effetti di sempre.

Le parole sono magiche. Sceglile con cura. Quelle che scegli per descriverti la realtà sono quelle che creano la tua realtà, quelle che scegli per definirti, anche quando ti sembrano grandi, sono quelle che creano i limiti dentro i quali ti stai costringendo. Cambia le ture parole e cambierai la tua vita.

Comincia ad essere consapevole delle parole che usi. E poi decidi di scegliere le parole che ti fanno bene, che ti accarezzano, che ti consolano, che ti incoraggiano. Non utilizzare e non ascoltare quelle che ti fanno stare male. Se ascolti o leggi parole che non ti piacciono evitale, non alimentarle, non essere complice, allontanati, fai in modo che il discorso cambi direzione e volgilo al positivo.

Per curare noi stessi, la nostra anima e anche la nostra salute dobbiamo prenderci cura del nostro linguaggio, così come dei nostri pensieri. Chi parla male, vive male. Dobbiamo creare una nuova ecologia delle parole. Ritrovare parole antiche e anche inventarne di nuove se necessario. Perché una parola giusta al momento giusto può cambiarti la vita, ma anche salvare il mondo.
Scritto da Alberto Simone – per i membri del gruppo “Il Bicchiere Mezzo Pieno”.

 

 

easyway (come smettere di fumare in modo facile e veloce)

Come gran parte dei fumatori l’idea di smettere di fumare in qualche modo terrorizza e anche se si ha intenzione di smettere “oggi” non è mai il giorno giusto.
Quel che tiene nella trappola è questa paura che, se si cerca di smettere, si andrà incontro ad un periodo di lunghezza indefinita, di privazione e crisi d’astinenza prima di essere liberi. Paura, panico di non riuscire a “camminare da soli senza la nostra stampella”.
Non solo tutti possono smettere di fumare ma possono anche trovare facile farlo. E’ sostanziale solo la paura di sentirsi privati di qualcosa, ma la verità è l’esatto contrario: la vita diviene più piacevole e si riacquistano cose alle quali, fumando, si rinuncia: salute, energia, vantaggio economico, tranquillità mentale, sicurezza, coraggio, rispetto di se stessi, libertà.
La vera domanda da farci è “Perchè vogliamo o dobbiamo fumare?”
Le motivazioni che si danno per fumare non sono le vere ragioni, ma scuse. Quasi tutti i fumatori arrivano alla conclusione che è un’abitudine, ma è priva di logica in quanto prendiamo e perdiamo abitudini ogni giorno senza grossi problemi. Il vero problema, la risposta è che non è un’abitudine, ma una tossicodipendenza. Infatti l’assuefazione al fumo è causata dalla nicotina, uno stupefacente ad azione molto rapida che arriva al cervello attraverso i polmoni e comincia a scendere il livello di nicotina nel corpo subito dopo aver spento la sigaretta, accrescendo da subito la voglia di fumarne un’altra. I sintomi di astinenza che crea non provocano alcuna sofferenza fisica, ma mentale e sono la sensazione di irrequietezza, vuoto, come se mancasse qualcosa. Infatti non è come la pubblicità che facendoci il lavaggio del cervello induce a pensare che fumare rilassa o allevia lo stress al contrario questa dipendenza rende nervosi e tesi.
Il perchè si inizi a fumare è dovuto al nostro inconscio bombardato di pubblicità e messaggi. Per esempio nei film, opere teatrali o letterarie nelle quali sta per aver luogo l’esecuzione di un condannato a morte a cui viene concesso un’ultimo desiderio: qual’è? la sigaretta! Oppure dalle pubblicita degli sponsor nelle gare automobilistiche. Queste immagini collegano il fumo ad eventi emozionanti, a uomini in perfetta forma fisica apparteneti al bel mondo.
Anche se tutti quelli che fumano lo fanno puramente per alleviare il desiderio chimico di nicotina, non è la dipendenza da quest’ultima che tiene prigioniero il fumatore ma il lavaggio del cervello che l’accompagna.
Fumare è una trappola priva di esca, una reazione a catena, una catena che dura tutta la vita e che se non la spezzi, resterai un fumatore per il resto dei tuoi giorni. Se la prima sigaretta avesse un buon sapore entrerebbero in azione dei campanelli d’allarme e, come esseri intelligenti, capiremmo come mai un quarto della popolazione adulta paga per avvelenarsi. Ma poichè quella prima sigaretta ha un sapore terribile ci si sente rassicurati dal fatto che si pensa che non si cascherà mai nel trabocchetto e che si potrà smettere quando se ne avrà voglia.
I motivi per cui si inizia generalmente è sentirsi “grandi”. Passiamo poi la vita a chiederci perchè lo facciamo e a dire ai nostri figli di non cascarci.
Provando ad immaginare il panico di un eroinomane che non ha la sua dose e il suo sollievo quando riesce a bucarsi. Riesci a concepire l’idea che qualcuno possa trarre piacere iniettandosi della droga in vena o il solo pensiero ti disgusta? Chi non è eroinomane non pova quella sensazione di panico e sa che l’eroina non l’allevia, ma ne è la causa. Lo stesso accade ai fumatori. Chi non fuma invece non prova la sensazione di vuoto, di mancanza e non riescono a capire come i fumatori possano ottenere piacere nel ficcarsi in bocca degli oggetti puzzolenti, dar loro fuoco e aspirare lo schifo nei polmoni. I fumatori dicono che fumare da soddisfazione, ma occorre prima essere insoddisfatti per poi venir soddisfatti!
E’ incredibile come la ragionevole paura causata dalle possibili malattie causate dal fumo sia annientata dalla irragionevole paura di smettere!
Con il passare degli anni si tende a fumare sempre di più, questo perchè, come avvienne per tutte le droghe, il corpo si assuefa agli effetti della nicotina e le dosi tendono ad aumentare.
La prima sigaretta avrà fatto tossire e se capita di fumarne tante si avverte un senso di nausea, è il nostro corpo che essendo come una macchina sofisticata, ha sviluppato dei sistemi per distinguere le sostanze nutritive da quelle nocive, concependo metodi per espellere queste ultime.
Chi fuma tende anche a prendere come esempio uno zio Giovanni che fumava quaranta sigarette al giorno e non è mai stato ammalato, ma non le altre centinaia di persone al giorno che hanno problemi, malattie o muoiono a causa del fumo.
La convinzione che smettere di fumare faccia ingrassare è una bugia fatta circolare da chi cerca di smettere cercando nel cibo quel qualcosa che riempa il senso di vuoto, ma basta fermarsi un momento a riflettere per capire che non se ne ha bisogno.
Come in mancanza di cibo si diventa irrascibili anche per mancanza della dose di nicotina succede, ma con la corretta disposizione di spirito i sintomi di astinenza sono facilmente superabili e scompaiono rapidamente.
Il fumatore non riesce a sentire quel senso di pace che il non fumatore prova durante la vita e che anche lui provava prima che iniziasse a fumare. I non fumatori non stanno seduti in chiesa, per esempio, agitati e in continua attesa di poter uscire, possono partecipare pienamente a tutto quello che accade loro.
Gli incentivi non servono, poichè il fumatore non si ferma nè davanti ai milioni di euro che spende, nè al rischio di contrarre malattie gravi, a una vita di alito cattivo, torture fisiche e mentali, di schiavitù dalla sigaretta, è inutile quindi ricorrere a surrogati è bene invece chiedersi: “Ne ho davvero bisogno?”

Alcune riflessioni-scusa

“si deve pur morire di qualcosa”
(questo è ovvio ma non è una buona ragione per accorciare la propria esistenza)

“La qualità della vita è più importante della sua lunghezza”
(esatto, ma tu non puoi dirmi che la qualità della vita di un’alcolizzato o di un eroinomane è migliore di quella di chi non lo è. Non solo la vita di un fumatore potrebbe essere più breve, ma è anche meno piacevole)

“I miei polmoni soffrono di più a respirare l’aria inquinata che il fumo”
(Anche se fosse vero sarebbe forse una buona ragione per infierire sui tuoi polmoni?)

Ricordati che fumare non è un’abitudine, ma una tossicodipendenza.

Per smettere prima di tutto è bene capire quali sono le occasioni in cui si fuma di più: se in momenti di calma, noia è meglio scegliere periodi di attività intensa e viceversa. Anche in una situazione in cui fumeresti se provi a te stesso che puoi viverlo senza la sigaretta, non come una costrizione, ma una volontà propria e che è piacevole sarai anche felice di rifarlo in altre situazioni, smettendo con cognizione.
C’è uno splendido senso di conquista nello smettere di fumare.
L’importante è conoscere le cause che inducono a fumare. Come dice il detto: “Per sconfiggere il nemico, prima devi conoscerlo”.
Una volta che avrai iniziato a dirti che non hai bisogno di fumare, in breve tempo non dovrai più ripetertelo perchè: E’ la verità! Non hai bisogno di fumare, anzi è l’ultima cosa di cui dovresti aver bisogno!

Ricorda che un atteggiamento mentale positivo è essenziale, sempre.

Il discorso tipo dello schiavo

Uno degli aspetti più micidiale dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura… invece è semplicemente la peggiore. Bèh gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta…Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: “Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra, c’ho solo questa.. e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno.. per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!”Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:”Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada,mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada. Secondo me, poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l’amore, no?!Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno… sarebbe una vera tortura… e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana… certo c’ho il mitra alla nuca… lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?””Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura una aspirazione, capisci?Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grado a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?Tutto ciò è “oggettivamente” mostruoso, ma la dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è “effettivamente” mostruoso…”SI VABBE’ MA ORMAI E’ IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE” Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprire, perché è il tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo…il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto:”Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è affar mio, signori…””Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”… hai capito? Perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina,… no.E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un pò di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi… quindi, signori miei, o ci si sveglia… o si fa finta di dormire… o bisogna accorgersi che siete tutti morti…
Silvano Agosti

Por Osmar

Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo,

cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.

Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.

Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.

Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,

il cui cuore critica gli altri senza sosta,

la cui sessualità vive insoddisfatta,

il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.

Ogni secondo di vita è un regalo sublime.

Mi piace invecchiare perchè il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.

Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.

Non mi piace che ci sia un papa che predica senza condividere la sua anima con una “papessa”.

Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.

Mi piace collaborare e non competere.

Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia eterna che potremmo chiamare dio interiore.

Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.

Mi piace l’arte che serve per guarire.

Non mi piacciono le persone troppo stupide.

Mi piace tutto ciò che provoca il riso.

Mi piace affrontare, volontariamente, la mia sofferenza, con l’obiettivo di espandere la mia coscienza.

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Me gusta desarrollar mi conciencia para comprender porqué estoy vivo,

qué es mi cuerpo y qué debo hacer para cooperar con los designios del universo.

No me gusta la gente que acumula datos inútiles y se crea conductas postizas

plagiadas de personalidades importantes.

Me gusta respetar a los otros no por las desviaciones narcisistas de los demás sino por su desarrollo interno.

No me gusta la gente cuya mente no sabe descansar en silencio, cuyo
corazón critica a los otros sin cesar, cuyo sexo vive insatisfecho,
cuyo cuerpo se intoxica sin saber agradecer estar vivo, porque cada
segundo de vida es un regalo sublime.

Me gusta envejecer porque el tiempo disuelve lo superfluo y conserva lo esencial.

No me gusta la gente que por amarres infantiles a mentiras las convierte en supersticiones.

No me gusta que haya un Papa que predica sin compartir su alma con una Papisa.

No me gusta que la religión esté en manos de hombres que desprecian a las mujeres.

Me gusta colaborar y no competir, me gusta descubrir en cada ser esa joya eterna que podríamos llamar Dios Interior..

No me gusta el arte que diviniza el ombligo de quien lo practica.

Me gusta el arte que sirve para sanar.

No me gustan los tontos graves y me gusta todo aquello que provoca la risa, porque la comicidad crea conciencia.

Me gusta enfrentar voluntariamente mi sufrimiento, con el objeto de expandir mi conciencia.

Alejandro Jodorowsky